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Nodo autostradale genovese: potenziamento

ultimo aggiornamento: 10/09/2019
settore: Viabilità

Descrizione Progetto

Tenuto conto dei limiti strutturali e di saturazione dell'attuale rete autostradale genovese, il riassetto del nodo tende a soddisfare le seguenti esigenze funzionali: * Separazione dei flussi di traffico metropolitani e passanti sulla direttrice nord-sud (A12) * Raddoppio nel tratto metropolitano del Ponente (A10) * Sostituzione e rettifica dei tratti obsoleti sulla direttrice Genova-Milano (A7) *Aumento dei livelli di servizio delle aree connesse, in particolare dell'accesso alle infrastrutture portuali Il progetto definitivo dell'opera prevede 33,3 Km di tracciato (di cui il 90%) in galleria.

Soggetti coinvolti

Ministeri Infrastrutture e Ambiente, Anas, Regione Liguria, Provincia di Genova, Comuni, Provv. Regionale alle OO.PP, Soc. Autostrade per l'Italia, Autorità Portuale

Cronoprogramma

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Dettagli prossima fase

Dall'analisi costi-benefici effettuata dal Ministero delle Infrastrutture e Trasporti, resa nota nell'agosto 2019, emerge la necessità per il Ministero di valutare altre soluzioni progettuali

Copertura finanziaria

  • Disponibili 1.850 Milioni di €
  • Non ancora disponibili 1.350 Milioni di €

Stato di avanzamento del progetto

Stato Progettazione

Progetto definitivo

Progettazione

Il 6 giugno 2003 la Regione Liguria ha promosso l'avvio delle procedure di cui all'art 3 del Decreto Legislativo 190/02 depositando un documento di inquadramento complessivo del nodo autostradale al fine di fornire indicazioni utili alla progettazione preliminare ad ogni singola tratta. Nel mese di giugno 2003 è stata presentata a Ministero Infrastrutture ed Anas una proposta per la "Gronda di Levante" da Ili, Banca Carige e Effe Investimenti, ritenuta non ammissibile da Anas. Il 10 dicembre 2003 è stato raggiunto un accordo tra Anas, Soc. Autostrade, Regione, Comune e Provincia sulla scelta del tracciato e delle modalità esecutive della Gronda di Ponente (17 chilometri, in gran parte in galleria, costo totale 2,4 miliardi di euro). Il progetto prevede una nuova autostrada da Vesima a Bolzaneto, quasi interamente in galleria, il rifacimento della carreggiata nord della A7, fra Genova Ovest e Bolzaneto con potenziamento della A12 fino alla barriera di Genova Est, il potenziamento del “Nodo di San Benigno” (di cui si dirà in seguito) che connette la viabilità locale con il casello di Genova Ovest. Il completamento dell’opera richiederà circa 10 anni di lavoro dall’apertura dei cantieri.

Il 13 ottobre 2004 è stata presentata dall'Anas la soluzione concordata in sede di tavolo tecnico comprensiva anche del tunnel di Rapallo. Successivamente alle elezioni regionali e comunali, le scelte progettuali seguite (in particolare l'attraversamento in subalveo del torrente Polcevera) sono state poste in discussione ed è in corso una ulteriore elaborazione del progetto preliminare. Il 3 agosto 2006 è stato sottoscritto un protocollo d'intesa tra Anas, Regione Liguria, Provincia, Comune e Autorità Portuale di Genova e ed Autostrade per l'Italia che ha individuato nella Gronda di Ponte e nel nodo di S.Benigno i due interventi prioritari. Successivamente si è chiesto che l'attività di progettazione venga estesa anche al nuovo tratto della A7 fino alla congiunzione con la A12 e all'accesso per il porto di Voltri. A seguito di un Dibattito Pubblico voluto dal Comune di Genova e conclusosi a aprile 2009, ASPI ha formulato una proposta definitiva di tracciato, comprensiva del nodo di San Benigno, che è stata approvata dal Consiglio Comunale di Genova e resa oggetto di un nuovo protocollo d'intesa sottoscritto l'8 febbraio 2010. il progetto definitivo è stato inviato ad ANAS per validazione tecnica (settembre 2011). Il progetto quindi è stato sottoposto al Ministero dell’Ambiente per procedura di VIA che si è conclusa positivamente nel corso del 2013. Con Decreto del 23 gennaio 2014, il Ministero dell’Ambiente e di Tutela del Territorio e del Mare di concerto con il Ministero dei Beni e delle Attività culturali e del Turismo, ha dichiarato la compatibilità ambientale del progetto definitivo di realizzazione del “Nodo stradale ed autostradale di Genova adeguamento sistema A7-A10-A12” ricadente nel territorio del comune di Genova, presentato dalla società Autostrade per l’Italia S.p.a. nel rispetto di una serie di prescrizioni riportate. Avverso tale Decreto è stato presentato ricorso al TAR da Autostrade per l’Italia la quale non ha condiviso alcune prescrizioni ritenendole di portata tale da stravolgere l’opera. In data 29 aprile 2014 il TAR ha respinto l’istanza di sospensiva presentata da Autostrade per l’Italia contro Decreto del Ministero dell’Ambiente di pronuncia di compatibilità ambientale. Con provvedimento del Direttore Generale del Ministero dei Trasporti è stata quindi convocata per il 17 ottobre 2014 la Conferenza dei servizi nazionale. L’approvazione definitiva doveva essere deliberata nella successiva riunione convocata per il giorno 12 dicembre 2014 ma rinviata al 23 gennaio 2015 su richiesta della società Autostrade motivata dalla necessità di raggiungere una preventiva intesa con un concessionario demaniale (Ilva) al fine di definire le modalità di attraversamento dello stabilimento necessario al fine di conferire il materiale da scavo nel canale di calma dell’aeroporto. Il 27 maggio 2015 con Decreto del Ministero dei Trasporti (intesa Stato-Regioni di cui al DPR n. 383/1994) si è formalmente conclusa la Conferenza dei Servizi che approva il progetto definitivo della variante al nodo autostradale genovese. In base a tale Decreto la società Autostrade per l’Italia dovrà provvedere a redigere il progetto esecutivo recependo le prescrizioni emerse in sede di Conferenza dei servizi. Allo stato rimangono invariati i tempi per l’esecuzione dell’opera, fissati in 102 mesi. Il 26 aprile 2016 Autostrade per l’Italia ha trasmesso il progetto definitivo adeguato alle prescrizioni del Decreto di compatibilità ambientale (Decreto di VIA n. 28 del 23 gennaio 2014) e del provvedimento finale di Intesa Stato-Regione Liguria (n. 4236 del 27 maggio 2015), si è formalmente completato l’iter approvativo con il con Decreto n. 15802 del 7 settembre 2017 del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti che sancisce la pubblica utilità dell’opera. 

Premesso che il progetto esecutivo è stato acquisito dal Ministero delle Infrastrutture e Trasporti nel corso del 2018, si registra una sostanziale situazione di stallo. Nella previsione di Autostrade per l’Italia i cantieri propedeutici all’avvio dei lavori sarebbero dovuti essere allestiti entro la fine del 2018. Nel corso del 2018 il Ministero delle Infrastrutture, sulla scorta di quanto fatto per il “Terzo Valico”, ha ritenuto opportuno avviare un’analisi costi-benefici dell’opera per valutarne l’opportunità della realizzazione.  L'8 agosto 2019 il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti ha reso nota l'analisi costi-benefici effettuata dai tecnici del Ministero. In sintesi dall'analisi emerge la necessità di perseguire opzioni infrastrutturali più efficienti in termini trasportistici, ambientali e finanziari.

Il Nodo di San Benigno rappresenta una parte del complessivo progetto della Gronda di Ponente ed è un’opera di fondamentale importanza per l’intero nodo metropolitano in quanto consente di separare i flussi dei mezzi pesanti diretti allo scalo portuale genovese da quelli propriamente urbani. Sul nodo infatti convergono l’uscita Autostradale A7 di Genova Ovest, la Sopraelevata cittadina, lungomare Canepa e la viabilità portuale smistando i diversi flussi di traffico verso le rispettive destinazioni. Al riguardo il 4 agosto 2011 è stato approvato il progetto definitivo dalla conferenza dei servizi e nel dicembre 2011 è stato presentato ad ANAS il suo aggiornamento sulla base di quanto emerso in sede di conferenza dei servizi. Nel 2013 sono stati avviati i lavori di costruzione del primo lotto (piastrone di ingresso al porto, ingresso al terminal traghetti, immissione in sopraelevata direzione Levante) e si è conclusa l’approvazione del progetto relativo al secondo lotto (rampa di accesso al porto da Genova Ovest, nuovo elicoidale di S. Benigno, collegamento della sopraelevata con Lungomare Canepa) L’intera opera, peraltro compatibile con l’eventuale realizzazione del tunnel subportuale, potrà essere conclusa solo nel 2017 in quanto i lavori proseguono a rilento rispetto all’originario cronoprogramma. Nel mese di dicembre 2016 erano terminati i lavori del primo lotto mentre la nuova rampa di accesso alla sopraelevata cittadina per i veicoli provenienti da ponente era stata aperta al traffico nel febbraio 2017. Nel corso del 2018 sono proseguiti a rilento i lavori del secondo lotto che riguarda le opere principali dell’intera infrastruttura. Il completamento delle opere è previsto entro il 2020.

Costo dell'Opera

3.200.000.000

Dettaglio Costi

Stima di massima degli interventi programmati, con esclusione del tunnel subportuale e delle Gronda di Levante (v. 5° rapporto della Camera dei Deputati sull'attuazione della Legge Obiettivo, apr. 2010) Sono ricompresi: Gronda di Ponente, Nodo di S.Benigno, Nuova A7 e collegamento con il porto di Voltri.

Finanziamenti disponibili

1.850.000.000

Dettaglio Finanziamenti

La parziale copertura degli interventi programmati è assicurata dal IV atto aggiuntivo alla convenzione Anas-Autostrade, da verificarsi con il costo del tracciato definitivo. E' in fase di ridefinizione il testo della Convenzione.

Criticità

Politiche

Problemi di consenso per i quartieri interessati dal tracciato e coinvolti nel Dibattito Pubblico. Si sono costituiti comitati 'No Gronda' che continuano la loro attività di avversione alla realizzazione dell'opera. Il Comune di Genova ha altresì costituito l'Osservatorio locale per la Gronda di Ponente, avente lo scopo di monitorare l'avanzamento delle varie fasi e formulare proposte per mitigarne gli impatti su territorio e cittadinanza. Il nuovo Sindaco di Genova ha più volte espresso riserve sull'utilità dell'opera, quanto meno nel tracciato attualmente in progettazione.

Tecniche

Considerata la collocazione in ambito cittadino e lo sviluppo prevalentemente in galleria, gli aspetti tecnicamente più delicati riguardano l'allestimento dei cantieri e della relativa viabilità, lo smaltimento dei materiali di risulta e l'impatto per un periodo lungo (8 anni di lavori) sulla vita ordinaria della città. Un elemento di particolare delicatezza riguarda la rilocalizzazione delle residenze e delle attività produttive interferite, oggetto del PRIS. (Programma regionale d'intervento strategico), il cui Tavolo Tecnico è stato costituito ai sensi della l.r. n. 39/2007. L'esecuzione dell'opera prevederà la produzioni di circa 11 milioni di m3 di smarino che dovrebbero essere versati nell'attuale canale di calma dell'aeroporto. La Gronda di Levante allo stato manca di un'ipotesi progettuale.

Finanziarie

Per la Gronda di Ponente è necessario formalizzare l'aggiornamento della convenzione Anas-Autostrade per far fronte ai maggiori costi. Per la Gronda di Levante allo stato non esiste una proposta articolata anche sul piano finanziario.

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